04/12/08

Pappa e ciccia.




Sei brutta.
Sei brutta. E grassa.
E’ un dato di fatto.
E la tua amica si siede di fianco a te solo perché le tieni il posto costringendo oltre 10 persone a starsene in piedi per metà viaggio fino a che lei non sale e tu sposti il tuo zaino sformato.

Sei brutta.
C’è poco da dire.

Stai male con quella giacca larga che ti sforma più di quanto non abbia già fatto la natura.

Sei brutta.
Senza spigoli di femminilità.

Soprattutto quando tieni quel broncio da menefreghista, anche quando trascini coi piedi la cartelletta dei disegni.
Sei irrimediabilmente brutta.
Le amiche ti chiamano solo per comodo, perché la mamma non le lascia uscire da sole.
Non ci credi?
Guardale. Ti portano con loro perché non sei un pericolo. Facci caso: spesso quelle carine hanno amiche brutte. Perché sono meno pericolose.
Ti cercano perché non fai male. Perché tanto non ruberai il fidanzato a nessuna. E quando ci sarà da darsi i baci ti lasceranno lì a fare il palo, saltellando da un piede all’altro.
E dicendoti solo “oh, grazie, eh!”
Anzi: magari l‘hai già fatto.

Guardati.
E’ difficile capire se sei femmina o maschio.
Così, a colpo d’occhio ho fatto fatica anch’io.
Ci sono arrivata solo quando mi hai risposto “No, è occupato”. C’hai messo un po’: ho dovuto insistere per farti parlare perché facevi finta di non sentire.
C’ho fatto caso sai alla tua amica carina col cappello bianco alla quale riservi il posto per chilometri di viaggio.
Quella che poi non trova argomenti.
Non ti racconta i segreti.
Non ti saluta neanche quando scende.

Scommetto che lei il ragazzo ce l’ha già.
A te forse toccherà qualche storia poco convinta, giusto per provare cosa vuol dire limonare.

Sei brutta.


Sei brutta. Prendine atto.
Poche chiacchiere.

Sei brutta e le ragazze che non ti invitano alle feste e te ne accorgi solo il giorno dopo, perché tutti discutono di quello tranne te.
Senza parlare dei ragazzi che ti prendono in giro e ti dicono che quando sudi puzzi di grasso maiale.

Sei brutta.
Prendine atto. E decidi che cosa vuoi diventare, perché la vita ti darà poche occasioni. A quelle come te le toglie.

Te lo dico: meglio se non lo tieni il posto alla tua finta amica.
Meglio se cancelli il suo numero e le dici che si deve arrangiare.
Vedrai quanto poco ci metterà a dimenticarsi i tuoi favori.
Neanche se lo immagina tutto il lavoro che fai a dire “è occupato” agli altri per far posto a lei.

Meglio se sostituisci quel broncio con un sorriso.
Meglio se dici “prego, è libero”.
E magari provi a fare quattro chiacchiere con chi ti siede di fianco.

Capito?
E meglio se lavori sul bello dentro.
Sulla parte di pelle che sta dentro, la fodera di pelle delle budella- quella che bisognerebbe rovesciarti come un guanto per vederla.
Sei grossa. Hai abbondante spazio dentro da riempire. Da rivestire.
Fallo.
Altrimenti resterai sempre e solo la ragazza brutta del pullman delle sette che fa Sesto Calende- Varese.
Quella che non faceva sedere nessuno. Neanche me.

6 commenti:

simone q. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
simone q. ha detto...

è il primo post che ti lascio valentina. ed è per farti un complimento di una banalità che spero non ti offenda: sei brava. brava a descrivere l'ordinarietà quotidiana delle persone con cui condividiamo i nostri spazi. brava a raccontare le piccole e le grandi cose che vanno bene e quelle che invece non vanno bene per niente. brava a farmi venire sempre qualche domanda dopo aver letto i tuoi post in quel posto desolato che è la mia testa. grazie.

s.

Valentina Maran ha detto...

Ciao Simone.
E' un piacere sapere che là fuori qualcuno mi legge.
Grazie mille per i complimenti.

: )

luigi w ha detto...

è un po' OT quel che volevo scriverti, Valentina, ma ci rientro di straforo dicendoti intanto che questo post mi è piaciuto proprio in quanto aspro, duro, in certe parti perfino crudele ma onesto, del genere delle cose che non vorresti mai sentirti dire, e che invece qualcuno farebbe un gran bene a sbatterci sul muso.
Il mio messaggio di oggi arriva da un'altra parte, però (sai bene ormai che io ti seguo un po' ovunque), ed è che ti auguro con tutto il cuore quello che desideri per Natale - nonché per tutto il resto dell'anno -.
Sono incline alla malinconia anche io, sotto le feste, per motivi diversi ma non troppo, e dunque credo di capire almeno in parte come ti senti. Con affetto.

Laura ha detto...

Mi fa pensare ad un certo senso d'invisibilità che mi porto appresso anche io, fardello della mia adolescenza: anche se non ero grassa e brutta, sentivo (e scrivevo) di avere un "buco nero" dentro di me... E' difficile trovare un equilibrio col mondo che ci circonda e, soprattutto, col mondo che abbiamo dentro.

Anonimo ha detto...

perchè quando sei brutta sei indegna anche di respirare, figuriamoci di occupare il campo visivo del tuo prossimo urtandone il delicato senso estetico. ti leggo spesso e mi piaci. anche qui mi sei piaciuta nella tua verità. però mi sento colpita perchè io sono la ragazza di cui racconti. sono io. e ti dico che quando una cosa la vivi sulla tua pelle è diversa. quando sei brutta devi scusarti pure di quanto ossigeno sottrai all'atmosfera. se sei gentile "o ma che vuole questa? ci credo che fa la carina, nessuno se la fila"; e se un giorno non vuoi farti mettere i piedi in faccia-perchè anche se sei brutta puoi avere un po' di amor proprio- allora ti diranno "ammazza fai schifo e te la tiri pure?". funziona così.

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