05/02/14

Sotto sotto vuol dire "SUKA"?

[Ah, ho scritto all'URP, Ufficio Relazioni col Pubblico dell'Ospedale di Varese. No, la risposta non è stata "suka". Però aspetto di vedere se mi dicono altro]:

Il mio testo:
Il giorno 13 gennaio ho partorito all’Ospedale del Ponte e quel giorno stesso ho scoperto che il reparto di ostetricia dove avevo felicemente partorito la mia prima figlia in realtà è diventato una macelleria. Strano: perché sui cartelli dell’ingresso c’è scritto ancora ospedale. Forse è il caso che li aggiorniate. 
Sempre quel giorno ho scoperto che a Varese l’epidurale è un tuo diritto fino a che non la chiedi, e che nonostante le parole rassicuranti degli anestesisti negli incontri preparto, in realtà bisogna passare per la santa inquisizione delle ostetriche e se becchi quella sbagliata, l’epidurale te la scordi.
Ho scoperto anche che se durante il parto, dopo ore di spinte inutili con un bimbo che non si incanala e non scende, urli a gran voce che vuoi il cesareo, si materializzano improvvisamente un sacco di persone, compresa la ginecologa di turno che ti carica di insulti manco le avessi portato via la mamma, e che curiosamente si sente in diritto di snocciolarti il suo curriculum e trattarti come una bestia.
Ho scoperto che quando si decidono a fartelo, questo benedetto cesareo, le macellaie diventano creative e ti trattano a pesci in faccia, parlandoti come una celebrolesa e tirando fuori tutto il peggio del loro repertorio.
Ho scoperto che quando poi tutto finisce, e il bambino nasce con un peso di 4chili e 330 grammi, sul referto medico scrivono “cesareo per mancato impegno”, ovvero perché il bambino non sarebbe mai nato in modo naturale. Quindi ho scoperto che avevo ragione io.
Peccato che né l’ostetrica né la ginecologa il giorno dopo siano passate a vedere come stavo, perché mi sarebbe piaciuto vedere la loro faccia di fronte al peso di mio figlio.
Ho scoperto poi che c’era questo indirizzo a cui scrivere per raccontare come sono andate le cose. Non ho idea se servirà e se farete qualcosa: io intanto vi lascio il link del mio blog dove ho raccontato tutto per filo e per segno:
http://uomochemilava.blogspot.it/2014/02/il-mio-parto-una-macelleria-messicana.html
Eh, si, perché una cosa che non sanno quelle due signore è che io sono una blogger di professione, scrivo per alcune riviste e il pezzo ha già avuto più di 2000 contatti. Così, giusto per far loro un po’ di pessima pubblicità.
Ah, e un’altra cosa che non sanno è che sono intenzionata a denunciarle presso tutti gli organi competenti. Ma questo lo scopriranno da loro.
Se vi servissero i loro nomi e cognomi non esitate a chiedermeli. Sarò felice di segnalarvele.
Cordiali saluti e grazie a chiunque leggerà questa mail, sperando che sia in qualche modo utile, se non a me, alle altre donne che si troveranno a partorire nella vostra struttura.
Valentina Maran.

La loro risposta:
Ho provveduto a inoltrare la sua mail all'ufficio protocollo della nostra azienda.
Cordiali saluti. Chiara C. 

[che dite: succederà qualcosa?]

20 commenti:

Anonimo ha detto...

scusa se ti dico la mia...la tua è stata sicuramente una brutta esperienza,come putroppo ce ne sono altre legate al parto.forse se ti avessero dato piu ascolto avrebbe potuto prendere una piega diversa..ma magari no.intendo dire che comunque i professionisti che hai incontrato hanno agito pensando di fare il meglio per te..non certo per sadismo.ci sono madri che partorisconobambini di 4,5kg con parto spontaneo e chi invece finisce in cesareo con un bimbo poiccolissimo..nn è questo che fa la differenza..per lo meno non solo.ci sono numerosissimi fattori da valutare in un travaglio .ma se intendi procedere per vie legali te lo spiegheranno sicuramente.

Anonimo ha detto...

Mai possibile che per una donna conti solo "non soffrire"? bho....cioè i bambini sono sempre nati senza epidurale, che non è una cosa cosi facile da fare cmq. Ma se vuoi continua pure a spaventare altre mamme!SE NON SI VUOLE SOFFRIRE NEANCHE UN PO,SI PUO PROGRAMMARE IL CESAREO LO SAI? bisognerebbe prima accettare il fatto di non essere pronti a partorire, invece di dare la colpa a terzi.

Giulia La Ferrara ha detto...

Io credo che invece sia proprio la scelta di ognuno..Nessuno può giudicare le scelte degli altri.Quello che questa madre sta denunciando è proprio come è stata giudicata.Io parlo da professionista(quasi perche sono una studente)in quanto se era una libera scelta perchè non rispettarla come è giusto che sia?I veri professionisti non devono mai giudicare!!I suoi compiti sono altri!Non mettiamola sul piano del non voler soffrire perche in questo caso magari non sarebbe neanche stata una normale sofferenza come nella maggior parte dei parti normali,ma magari andava bene oltre,e solo la mamma sa cosa davvero stava provando in quel momento.Non credo che si stesse divertendo!Concludo dicendo,che vanno rispettate le scelte altrui!

pesopiuma ha detto...

La loro risposta va letta come: "provvederemo a sbolognare quanto prima la sua protesta, nonché farla rimbalzare da un ufficio all'altro con burocratico sadismo, sperando che Lei si stufi quanto prima e lasci perdere". Il post di prima mi ha fatto rabbrividire, dovrebbe essere un momento sereno, non un momento in cui sentirsi in balia del destino ed un peso per i professionisti che operano in un ospedale.

Ayame ha detto...

Ci metto mani e piedi sul fuoco che sei un uomo, o che se sei donna di figli non ne hai mai avuti. Ci metto anche le gambe, tanto ne sono sicura.
In ogni caso, fatevi un po' gli affari vostri: esistono dei DIRITTI, e dato che esistono è giusto, corretto, sacrosanto ed è un DOVERE adempierli quando vengono reclamati. Punto.

Ilaria Lepore ha detto...

scusami anonymous, (chissà se sotto sotto riconosci che hai scritto una castronata) sai la cosa che più mi dispiace della tua risposta? che sono in molti a pensarla come te e alla cara neomamma (spero di sbagliarmi) aivoglia ad aspettare la risposta dalla urp, ciao anamaria

Anonimo ha detto...

A me sembra che tu invece sia entrata in ospedale con determinate aspettative e hai trovato del personale scostante, sgradevole e maleducato, che non ti ha messo a tuo agio e non ti ha portata ad avere il parto naturale che potevi benissimo fare. Sei stata lasciata a te stessa, in preda alle tue paure che non sono state capite nè accolte nè gestite, ma solo minimizzate. Alla fine hai completamente perso la testa, sei stata etichettata dal personale ospedaliero come "la pazza rompiscatole" e sei riuscita ad ottenere un cesareo assolutamente non necessario, perchè il peso fetale non è MAI un valido motivo per fare un cesareo e il fatto che in cartella abbiano scritto "mancato impegno" non vuol dire proprio niente. E' una dicitura generica che significa semplicemente che il travaglio non procedeva, perchè tu eri bloccata, perchè tu non volevi partorire senza epidurale e hai dato di matto quando te l'hanno negata. Forse se fossi stata tu più calma, più informata, più consapevole...se anche tuo marito fosse stato meno zitto...sarebbe andata diversamente. Il comportamento del personale ospedaliero è inqualificabile...ma tu non sei stata da meno...

Anonimo ha detto...

Prima di giudicare una madre che chiede un epidurale bisogna aver vissuto la situazione. e' facile giudicare seduti comodi su un divano. Questo ve lo dice una madre che per il primo figlio dopo 36 ore di travaglio ha beneficiato dell'epidurale per il secondo figlio invece ne ho fatto a meno: il parto pero'e' durato 3 ore.

Anonimo ha detto...

Il cesareo è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Se può essere evitato è chiaramente la cosa migliore sia per la paziente che per il feto. Detto ciò ritengo che il medico debba cercare di fare il possibile affinché il parto avvenga naturalmente. Se poi ciò non è possibile per tanti motivi è chiaro che si deve procedere su altra strada. Il medico e l'ostetrica hanno l'obbligo morale e professionale di stare vicino alla paziente e di spiegarle passo passo l'iter procedurale e decisionale. La paziente dal canto suo ha il dovere di comportarsi in modo civile ed educato e di non pretendere il cesareo come fosse un etto di prosciutto al supermercato. Io non so come è andata la sua storia clinica ma a tante donne può capitare di affrontare un travaglio con le migliori speranze e poi purtroppo andare incontro ad un taglio cesareo. Sono cose spesso non prevedibili che dipendono dalla biomeccanica del parto. Penso che nessuno dei miei colleghi si sia laureato in macelleria. Comunque se ha avuto un trattamento scortese mi scuso io per primo a nome della categoria. Consideri però che con il suo blog, le sue minacce e le sue lettere è stata altrettanto scortese e non cercando il confronto onesto e professionale con i colleghi rende impossibile anche un eventuale miglioramento del servizio. La malasanità è creata dal personale sanitario ma spesso anche da qualche paziente poco propenso al confronto con gli addetti ai lavori. Buona denuncia

Anonimo ha detto...

Mha ! Regalare un cesareo a chiunque è un non sense.... e bisogna arrivare alla dilatazione completa, prima di valutare se c'è o meno impegno..
Pensare che a me vogliono fare il cesareo, ma proprio non ne voglio sapere...

Laura ha detto...

La risposta è standard, la tua segnalazione deve essere protocollata e la risposta che ti verrà data altrettanto (ti arriverà un pdf dell'atto cartaceo protocollato), tutto rimarrà comunque agli atti dell'ospedale. Lo so perché feci analoga segnalazione durante la mia gravidanza per lo spavento che mi presi quando per qualche ora sembrò che si fossero persi i risultati della mia amniocentesi.

Antonella Di Martino ha detto...

L'epidurale è un diritto, che in questo caso è stato negato. Punto. Tutto il resto, e soprattutto tutti i giudizi sparati da medici o non medici nascosti coraggiosamente sotto l'anonimato, mi sembrano una manifestazione di arroganza. Come si può pretendere un comportamento "civile ed educato" da una persona che si sente molto male, che è spaventata, che protesta per un diritto negato? Chi ordina un etto di prosciutto al supermercato paga, quindi viene servito cortesemente: perché negare la stessa cortesia a chi soffre? La buona educazione si pretende da chi è in grado di controllarsi, e soprattutto da chi riceve uno stipendio. Chi invece ritiene che soffrire sia un dovere, applichi pure le sue convinzioni a se stesso. Nessuno ha diritto di imporre sofferenza a qualcun altro.
Forse può servire: http://epidurale.blogspot.it/

Ayame ha detto...

Ah beh, non fa una piega: il personale ospedaliero è inqualificabile, ma certo che se anche lei... Anche lei cosa? Se hai letto i post precedenti sai benissimo che Valentina si era informata e preparata in anticipo proprio per essere consapevole della situazione che avrebbe incontrato. E che, guarda caso, non era affatto quella che poi le si è parata davanti.

Julio ha detto...

Caro Anonymous, sono un uomo, sono uno di quelli che, anni fa, è entrato in sala parto per essere solidale con sua moglie. Ebbene, mio figlio è nato con la ventosa dopo inenarrabili episodi di malasanità, e che, dopo un urlo terrificante da parte mia, sua santità il primario del reparto si è scomodato per intervenire e risolvere la "faccenda". Quindi posso testimoniare che, vista da fuori, la sala parto è tutta un'altra cosa. Quindi: che tu sia donna o uomo poco importa, è la tua mancanza di sensibilità che invece importa molto. Vamos!

Julio ha detto...

Diffido sempre dei form da compilare per i vari "Uffici Reclami", quando va bene ti arriva una risposta asettica e talmente formale da risultare inutile; purtroppo si tratta di un ulteriore segnale del degrado che questo Paese sta subendo. Spesso all'interno di realtà, come quelle di un ospedale, si creano cortine omertose di muri di gomma e diviene oltremodo complicato risalire la scala gerarchica per avere soddisfazione di un torto subito (senza contare poi la possibile modifica di una cartella clinica!!). Che dire? Coccola tuo figlio e sii felice che tutto si è risolto.

Anonimo ha detto...

Ti avevano garantito l'epidurale e ciò era una falsa informazione. Questo e solo questo è quanto dovresti denunciare. Tutto il resto ve lo.siete giocati lì al momento in uno scambio di tensioni antipatie minacce parolacce. Non sto dicendo che quei medici siano dei santi, anzi. Però purtroppo sarà sempre e solo la tua parola contro la loro. In bocca al lupo

marco ha detto...

Ma perché continui a specificare che urp sta per ufficio relazioni col pubblico? Mica siamo marziani che non lo sappiamo!!!

Valentina Maran ha detto...

Capisco il tuo punto di vista, ma io da subito ho chiesto l'epidurale che non mi è stata fatta e ancora non so perché, visto che ero dilatata il giusto e quando ti fanno l'incontro preparto con gli anestesisti ti dicono che c'è sempre uno di loro disponibile (quindi qualcuno mente); appena arrivata evevo subito segnalato le grandi dimensioni del bambino - non solo id peso ma proprio di misura - capoccione e panzone. Non sono stata ascoltata da nessuno. Urlare in malomodo addosso a una persona che sta male non mi sembra il miglior modo di agire nel suo interesse. tutto qui.

Rossland ha detto...

Brava brava brava!

Anonimo ha detto...

Anonymus che tu sia maschio o femmina poco importa ma forse sei un'ospedaliero e ti senti offeso. Beh, io faccio l'infermiera e di inqualificabile in questa storia c'e solo l'atteggiamento del personale!!

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